Lo Human Intelligence dell’AI: strategie conversazionali. Ovvero, come penseremo quando non avremo più bisogno di pensare?

Le tecnologie conversazionali, siano esse vocali o via chat, parzialmente o completamente automatizzate, sono ormai lo standard nelle nostre interazioni, spesso addirittura senza che ce ne rendiamo consciamente conto.

Le utilizziamo per chiedere l’ora esatta, cercare un ricetta in cucina, trovare il tragitto migliore da A a B, acquistare un biglietto aereo, oppure chiedere informazioni sulla nostra camera d’albergo.

Le piattaforme conversational processano miliardi di dati al secondo, li assemblano in maniera previsionale e rispondono, di volta in volta, con la risposta più adeguata alle nostre esigenze.

E se, da una parte, queste tecnologie riducono (e a volte azzerano) il margine di errore e avvicinando e gli utenti umani a tecnologie artificiali, dall’altra si corre il rischio di privare l’essere umano di alcune importanti e caratteristiche capacità cognitive, come quelle legate alla memoria e l’orientamento, arrivando fino a vere e proprie mutazioni dell’ippocampo.

Viaggio nell’onLIFE della conversational AI con due player leader nel settore Volara (voice nell’hospitality) e BeSpoke (chatbot per aeroporti).

Quali saranno gli algoritmi che regoleranno questo nuovo sistema di ricerca delle informazioni?

 

Simone Puorto Founder, CEO & Futurist Travel Singularity
Dave Berger Co-Founder & CEO Volara.ai
Akemi Tsunagawa CEO & Founder Bespoke
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