Intervista a Robi Veltroni, coordinatore di HOSPITALITY

1) Presentati in poche righe come uomo. Il tuo CV professionale lo leggeremo nella bio sul sito, qui vogliamo conoscere l’aspetto umano, come sei nella vita.

Da quarant’anni vivo nei viaggi degli altri, cerco sempre di sdrammatizzare le situazioni sia nel lavoro sia nella vita di tutti i giorni. L’aspetto ludico per me è importante sempre. Qualche volta sono molto serio, ma tendo ad annoiarmi presto. Insomma, se non mi diverto, non trovo un senso in quello che faccio.

2) Nel gruppo di lavoro che coordini, di cosa vi state occupando nello specifico? Quali i temi e gli obiettivi del topic “HOSPITALITY”?

I temi che stiamo cercando di affrontare sono come sempre quelli legati ai cambiamenti che le nuove tecnologie portano nel lavoro delle strutture alberghiere. I pagamenti, la distribuzione, le piattaforme online, le startup del mondo del turismo. Esistono e insistono sul nostro settore una serie di dinamiche che non riusciremo sicuramente a governare nella totalità, ma sapere da che parte tira il vento è fondamentale per tutti coloro che devono tenere la rotta. Secondo Phocuswright, nel 2018 – oltre il 60% del revenue del turismo italiano era ancora offline, nel 2022 sarà il 50%. Ogni anno, nei prossimi 10 anni, circa il 3% del fatturato turistico offline finirà online dove tutto è intermediato: prenotazioni alberghiere, biglietti aerei, prenotazioni di ristoranti e, tra poco, anche la più piccola esperienza o la più piccola tratta in autobus. Quanto costerà agli operatori questo trasloco?

3) Puoi darci qualche anticipazione o raccontarci qualche novità?

Stiamo lavorando in maniera certosina scrutando il settore dell’ospitalità con particolare attenzione, come nella maggior parte delle edizioni di BTO parleremo di tendenze, di revenue, di pagamenti e delle nuove concezioni di albergo con qualche declinazione mai affrontata in BTO, proprio legata all’Onlife.

4) Come verrà declinato il tema “Onlife” nei temi di cui ti stai occupando?

Stiamo progettando un panel per comprendere quali saranno le mansioni di un ricevimento del futuro, quali quei processi che potranno essere automatizzati e quali saranno sempre gestiti da persone verso persone, ché l’ospitalità senza guardarsi negli occhi e senza sentire il cuore che batte non potrà mai funzionare.

5) Una citazione, una frase, un libro o un concetto che ispira il tuo lavoro nel mondo del turismo. Insomma, un pensiero che vuoi condividere con tutti noi.

Vengo dalle vendite, spero sempre di gestire l’abbondanza piuttosto che la crisi, ma non sempre è così. Negli ultimi anni il turismo e l’hotellerie sono cambiate in maniera sostanziale, il rapporto con l’ospite è da rifondare e da arricchire con una rinnovata reciproca fiducia.
Dico sempre che se un turista si affida con più tranquillità ad una piattaforma piuttosto che ad un albergatore qualcosa, nel passato, abbiamo sbagliato. Ecco, riuscire a riparare quel qualcosa potrebbe essere la nostra mission, e magari BTO potrebbe produrre un manifesto dell’onlife turistico che disegni la rotta verso un futuro più umano per tutti.

6) Concludiamo con invito al pubblico: perché, secondo te, BTO 2020 è un evento da non perdere?

Perché, nonostante i cambiamenti, BTO è sempre lì, sul pezzo. Per tutti noi continuare a vivere l’esperienza della community di BTO con le sue condivisioni, passioni e visioni è importante come i primi tempi. La community di BTO è sempre aperta e ospitale per definizione: solo per questo vale tornare o arrivare la prima volta. Poi ci sono i contenuti, due giorni che sfiancano ma che sono energia pura per 365 giorni di lavoro, fino alla prossima edizione.