Intervista a Roberta Milano, coordinatrice di FOOD & WINE TOURISM

1) Le persone al centro!
Presentati in poche righe come donna. Il tuo CV professionale lo leggeremo nella bio sul sito, qui vogliamo conoscere l’aspetto umano, come sei nella vita.

Orgogliosamente ligure ma con sangue anche ciociaro. Un mix strano che forse spiega il carattere: ragione e sentimento. La parola più ricorrente quando altri parlano di me pare sia “passione”. Mi dicono che la colgono e la trasmetto. Questo è anche un limite: non riesco a lavorare su progetti che non mi coinvolgano o emozionino. Seguo l’istinto ma alla fine “i puntini “si uniscono sempre. Tra le passioni: lo sport (prima la pallavolo giocata e ora la pallanuoto seguita), la musica, la comunicazione in ogni sua forma. Avete presente quando gli amici ti dicono “scrivi tu il biglietto d’auguri che sei originale”?
Ho un figlio adolescente che prova a spiegarmi la musica trap. È il mio consulente segreto per Instagram, TikTok, Snapchat e tutti i social media dei giovanissimi.

2) Nel gruppo di lavoro che coordini, di cosa vi state occupando nello specifico? Quali i temi e gli obiettivi del topic “FOOD & WINE”?

Chiunque si occupi di turismo sa quanto, per il turismo enogastronomico, stia crescendo sia l’attenzione sia il mercato, in Italia come nel resto del mondo. In una ricerca, Ipsos ha chiesto il “perché farebbe un viaggio in Italia” a un campione di 18 Paesi: cibo e vino sono la 3a motivazione di viaggio. E l’Italia è 1a per associazione a qualità della vita.
Tuttavia sono mondi, quello della ristorazione, della produzione e del ricettivo, che ancora faticano un po’ a parlarsi. Uno dei nostri obiettivi è proprio questo, essere da stimolo per lavorare meglio insieme. Naturalmente il nostro focus è sempre sul digitale, determinante nella fase di sogno e ricerca di un viaggio, nonché durante il viaggio stesso. Visit Napa Valley ha stimato che, nella fase di pianificazione, le prime sei fonti di informazioni sono tutte digitali, da reviews website a mappe passando per i social media. Ma l’innovazione riguarda altri fenomeni che affronteremo per il loro impatto disruptive: online food delivery, voice e assistenti vocali, tracciabilità dei prodotti, blockchain, sistemi smart di pagamento applicati alla ristorazione. Senza mai dimenticare la sostenibilità e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs, Sustainable Development Goals).

3) Puoi darci qualche anticipazione o raccontarci qualche novità?

Avremo un confronto sulle strategie turistiche enogastronomiche di Paesi stranieri perché confrontarsi con la dimensione internazionale è sempre fondamentale. Apriremo finestre sull’Online Food Delivery, come mercato e come cambiamento di comportamenti dal forte impatto sociale nel prossimo futuro; sulla prenotazione online dei ristoranti, fenomeno diffusissimo altrove e ora emergente anche da noi; sulla reputazione e sulle recensioni; sullo storytelling di cibo e vino tra tradizione e tecnologia; sul neuromarketing applicato alle immagini nel digitale; sulle migliori tecniche di promozione del vino attraverso i social media. Ma parleremo anche delle potenzialità del nostro cibo come ambasciatore e promotore del turismo nel mondo. Da temi strategici a cassette attrezzi molto operative, un programma fitto di case history che dimostrino quanto possiamo fare subito, da ora.
Ok, sono di parte perché è una mia creatura, ma credo davvero sarà un programma fantastico come il gruppo di esperti che ci sta lavorando e che ringrazio per l’impegno.

4) Come verrà declinato il tema “Onlife” nei temi di cui ti stai occupando?

“Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno” (Albert Einstein). Spero che questa affermazione rimanga valida. Oggi non viviamo solo in un mondo iperconnesso, siamo in epoca in cui prerogative dell’uomo, quali l’intelligenza, possono essere attribuite a macchine o algoritmi. Serve difendere la nostra centralità da ingerenze nella privacy e nei diritti, serve una maggiore consapevolezza per sfruttare le enormi potenzialità della tecnologia.
Dai distributori automatici di vino con scanner biometrici per determinare l’età legale per bere alle nuove app di prenotazione ristoranti, dalle consegne con i droni ai robot sommelier, le novità sono davvero eccitanti. Tuttavia, come operatori e come turisti, siamo quotidianamente di fronte a un bivio: governare la tecnologia o esserne governati. Da ottimista e innamorata dell’innovazione quale sono penso stiamo vivendo un periodo entusiasmante, ricco di occasioni e nuovi spazi di creatività, ma a condizione che… a BTO lo capirete.

5) Una citazione, una frase, un libro o un concetto che ispira il tuo lavoro nel mondo del turismo. Insomma, un pensiero che vuoi condividere con tutti noi.

“Tutti mangiano in vacanza, non per questo si tratta sempre di turismo enogastronomico”.
Non ricordo nemmeno più da chi l’ho sentita o se, addirittura, è un mio pensiero frutto di elaborazione dei tanti stimoli ricevuti. Per me è diventato una sorta di mantra che ispira i miei progetti. Un senso critico che dobbiamo mantenere per cogliere appieno le opportunità del food & wine tourism.

6) Concludiamo con invito al pubblico: perché, secondo te, BTO 2020 è un evento da non perdere?

Perché BTO è il luogo delle risposte ma anche delle domande, delle visioni e degli avvertimenti. BTO è l’evento che, nel mondo del turismo, ti fornisce strumenti per comprendere meglio il presente e immaginare il tuo futuro. Da protagonista.