Intervista a Francesco Tapinassi, direttore scientifico di BTO2020

1) Le persone al centro.
Presentati in poche righe come uomo. Il tuo curriculum professionale è noto e comunque lo leggeremo nella bio sul sito. Qui vorremmo conoscerti per come sei nella vita. Rivelaci chi è Francesco in poche righe.

La miglior definizione di me stesso credo sia “practical dreamer”, un sognatore con i piedi per terra. Sono una persona fondamentalmente curiosa che prova a trovare risposte alle moltissime domande che ogni giorno si pone, alla ricerca continua di un centro di gravità permanente che, per sua natura, appare parecchio sfuggente. Questo percorso, talvolta faticoso, si coniuga con una seria dose di umorismo e di sana ironia, che mi aiuta a vedere il lato divertente della vita. Inoltre penso di possedere una naturale propensione all’empatia attraverso la quale cerco di rileggere il mondo con gli occhi degli altri ed essere attento alla qualità dei servizi che ricevo o che organizzo. Altro punto fermo è mantenere al centro l’incontro e lo scambio di opinioni con le tante persone che stimo e con cui ho il piacere di collaborare. Per questo ho proposto un modello collettivo di costruzione del programma di BTO, con un comitato scientifico di 50 persone. Questa scelta mi ha consentito di coniugare lavoro e passione ma, soprattutto, di confrontarmi ogni giorno con visioni, opinioni e pensieri che mi offrono una straordinaria opportunità di crescita personale e professionale.

2) Raccontaci, per chi ancora non conoscesse l’evento, BTO, Buy Tourism Online: cosa è e a quali pubblici si rivolge?

La BTO è descritta come una grande conference che con i suoi tantissimi relatori offre, a tutti gli operatori della filiera dei servizi turistici, un approfondimento sull’innovazione digitale. La considero un momento di knowledge sharing, un’agorà dove si mettono a fattor comune e si condividono i propri saperi. Due giorni duranti i quali è possibile incontrare esperti, docenti, formatori, manager che hanno analizzato dinamiche, strumenti, scenari o hanno affrontato complessità o modelli organizzativi prima di altri e condividono la loro esperienza in un flusso orizzontale di conoscenza.

3) Perché il tema “Travel Onlife” è stato scelto per BTO 2020? Quale il messaggio che BTO vuole lasciare o lanciare?

Ho pensato fosse importante aprire una riflessione complessiva sugli effetti della tecnologia nel settore del viaggio, in un momento in cui si percepisce una qualche resistenza all’innovazione digitale. Ritengo che, come per tutti gli strumenti, il problema riguardi solo le modalità di uso e i suoi eventuali eccessi, ma che i cambiamenti che le tecnologie hanno prodotto nella vita di ogni viaggiatore siano molto, molto positivi. Penso anche che occorra sempre tener presente che viaggiare pone al centro l’incontro con altre persone e che da questo confronto si ottiene in ogni caso un arricchimento della propria conoscenza. Come combinare le nuove tecnologie e la centralità dell’uomo nell’esperienza turistica è il tema principale di “travel onlife”, in sintonia con le riflessioni contenute nell’Onlife Manifesto redatto dalla staff del Prof. Floridi per la DG Connect della Commissione Europea.

4) Non ti chiediamo di svelare il programma ma puoi già darci qualche anticipazione o rivelare qualche novità?

Stiamo lavorando affinché i quattro main topic della BTO (Digital Innovation, Hospitality, Food and Wine e Destination) siano sempre più connessi in una visione olistica del viaggio, non considerandoli mondi separati ma provando a leggerli insieme attraverso gli occhi del viaggiatore. Partendo da alcune riflessioni complessive sull’uso della tecnologia e sulla relazione tra gli uomini e le macchine nel travel, affronteremo le più importanti innovazioni in ogni settore, provando a metterne in risalto le loro interazioni e soprattutto evidenziando i profondi cambiamenti che le nuove interfacce uomo-macchina (come le ricerche vocali) e la velocizzazione delle connessioni (5G) produrranno nello scambio dati e nella vita quotidiana di ognuno di noi.

5) Una citazione, una frase, un libro o un concetto che ispira il tuo lavoro nel mondo del turismo. Insomma, un pensiero che vuoi condividere con tutti noi.

Sono in una fase della vita in cui provo, ogni giorno, a individuare il senso profondo della cose da fare, eliminando il superfluo. Una ricerca costante del why, del perché, che mi spinge a cercare sempre lo scopo principale, provando a mantenere intatto lo stupore di un bambino per il mondo. Da questo punto di vista una frase che esprime molto bene il mio pensiero sul turismo è: ll vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (Marcel Proust).

6) Concludiamo con invito al pubblico: perché, secondo te, BTO2020 è un evento da non perdere?

Il nostro impegno (e uso il plurale con cognizione di causa, visto che il programma nasce dal lavoro condiviso di 50 persone) è di costruire un programma con la passione e la voglia di conoscenza che abbiamo sempre avuto partecipando alle edizioni precedenti di BTO, da semplici visitatori, da speaker, da coordinatori, provando a trovare – per ogni singolo panel – i migliori testimonial dell’innovazione digitale nel turismo. Quest’anno la sfida è grande, affrontiamo un tema che è insieme tecnico e sociale, riguarda la vita di ognuno di noi, riguarda soprattutto il nostro futuro. Coniugare formazione, riflessioni, esperienze è il nostro obiettivo, rendere la BTO2020 una opportunità importante per far crescere la competitività delle nostre destinazioni ed imprese è il nostro scopo, lavorare perché il 12 e 13 febbraio siano due giorni davvero importanti per l’arricchimento di conoscenza è il nostro desiderio.