Intervista a Emma Taveri, coordinatrice di DESTINATION

1) Le persone al centro!
Presentati in poche righe come donna. Il tuo CV professionale lo leggeremo nella bio sul sito, qui vogliamo conoscere l’aspetto umano, come sei nella vita.

Mi viene naturale trovare sempre il lato positivo delle cose, e condividere questa mia visione del mondo con gli altri. Amo ciò che faccio, probabilmente perché – con fatica – ho provato a costruire la mia vita cercando di fare ciò che amo. Rischiando, cambiando direzione se necessario, studiando costantemente e provando sempre ad alzare l’asticella.

Sono curiosa e mi piace tutto ciò che è innovativo (ma utile) e digitale (se concepito per migliorare il lavoro e la vita delle persone).
Il mio lavoro mi porta ad avere una vita poco convenzionale, vivo in viaggio tra le Dolomiti, la Toscana, Milano e la mia Puglia, e anche se è molto stancante ricarico le batterie ascoltando le tante belle storie di coraggio e resilienza delle Persone che incontro nel mio paese.

Sono molto precisa ed esigente, ma anche una grande sognatrice.
Ho sempre troppo poco tempo per fare tutto ciò che vorrei e stare con le persone a me care, e tanti sogni nel cassetto ancora da realizzare con chi ho avuto la fortuna di incontrare e incontrerò.

2) Nel gruppo di lavoro che coordini, di cosa vi state occupando nello specifico? Quali i temi e gli obiettivi del topic “DESTINATION”?

La scelta di creare un vero e proprio focus sul mondo delle destinazioni deriva dalla volontà – e forse dalla necessità – di affrontare questo tema in modo più completo.

Il nostro gruppo si sta interrogando sulle nuove tendenze, ma desidera anche fornire a chi opera in questo settore esempi concreti e strumenti pratici per gestire, promuovere e proporre il proprio territorio sul mercato.

Declineremo quindi il tema dell’innovazione sotto diversi aspetti, dall’innovazione di prodotto all’innovazione in ambito tecnologico, per mostrare che si può fare “destination” puntando sul digitale ma anche creando nuove motivazioni di visita e investendo sulla creatività per ridurre il gap che spesso esiste tra la domanda potenziale e l’offerta nei territori.

3) Puoi darci qualche anticipazione o raccontarci qualche novità?

Avremo l’opportunità di avere come speaker diversi ospiti internazionali, casi studio di destinazione e importanti brand, come per esempio Airbnb.

Metteremo a confronto OTA e Destinazioni parlando di collaborazioni virtuose, affronteremo il tema dell’ospitalità non convenzionale che diventa motivo per visitare un territorio, ascolteremo tanti esempi di come il digitale, la tecnologia, i dati e anche i contenuti generati dagli utenti, oggi, siano strategici per il marketing e per la presenza on-line dei territori.

Per ora posso dire che per tutti noi del gruppo di lavoro BTO è un momento per puntare in alto e provare ad incontrare persone ed aziende che sono di grande ispirazione nel nostro lavoro, e siamo molto soddisfatti del programma che stiamo costruendo.

4) Come verrà declinato il tema “Onlife” nei temi di cui ti stai occupando?

I più recenti trend ed eventi del mondo delle destinazioni (SKIFT Megatrend Report 2019, DTTT Global 2019) ci mostrano come alla base di tutti gli sforzi di promozione e miglioramento tecnologico, oggi, vi debba essere la valorizzazione delle comunità locali e delle persone impegnate nel management e nel marketing, perché è proprio dalle Persone che si parte per migliorare l’esperienza del turista in destinazione.

In questa edizione ascolteremo dunque buone pratiche di destinazioni che mettono al centro le Persone, ma anche Persone che attraverso la propria preparazione ed esperienza stanno facendo la differenza per le destinazioni.

5) Una citazione, una frase, un libro o un concetto che ispira il tuo lavoro nel mondo del turismo. Insomma, un pensiero che vuoi condividere con tutti noi.

“Una Destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose” di Henry Miller è la mia frase guida, un mantra che rispecchia anche l’approccio che abbiamo scelto di avere con il mio team in Destination Makers nelle destinazioni in cui lavoriamo.

6) Concludiamo con invito al pubblico: perché, secondo te, BTO 2020 è un evento da non perdere?

In un mio blog, post di circa 7 anni fa – la mia prima BTO – ho scritto che questo evento, gli stimoli e l’energia delle Persone che ho incontrato sono stati una forte spinta per tornare in Italia.

Da allora non ho mai perso una singola edizione di BTO, da partecipante o da speaker, e questo evento mi ha anche accompagnata nella mia crescita professionale.

Lo consiglio a tutti perché a volte è importante spingersi oltre quello che si sa già, mettersi in gioco provando a comprendere ciò che ancora non si sa, per tornare a casa carichi e con tante nuove idee da mettere in pratica.