Intervista a Paolo Grigolli

Advisory Board | Digital Strategy

Paolo Grigolli – Direttore, Scuola di Management del Turismo di tsm-Trentino School of Management

In tre righe, dal tuo punto di vista e per quello che hai compreso ad oggi, quali le principali novità che immagini potrebbero essere presentate a BTO11? Insomma, un invito per il pubblico a partecipare.
Casi ed esperienze di successo di sviluppo del territorio che abbiano il turismo come componente fondamentale. Aree di rigenerazione post industriale, connessioni tra pubblico e privato, modelli di business innovativi che mostrino la necessità di uscire dalla “comfort zone” italiana e intraprendere nuovi progetti.

Nel tuo gruppo di lavoro, di cosa ti stai occupando nello specifico?
Sono coinvolto in molti settori e ricerche: formazione, ricerca, connessione e integrazione tra vari soggetti del sistema, ricerca applicata e studio di alcuni fenomeni (digitalizzazione, AI, abbattimento delle frontiere, nuove cittadinanze) che stanno rivoluzionando il turismo.

Destination, Digital Strategy, Food and Wine Tourism e Hospitality, i principali topic di BTO11. Il tuo contributo andrà a confluire nel palinsesto scientifico. Il tema di sfondo è SMART, ci aiuti a declinarlo dal tuo punto di vista e sul tema di cui ti stai occupando?
Mi occupo di facilitare il passaggio a un turismo come fenomeno “adulto” capace di sedersi sui tavoli dove si decidono le policy di pianificazione e sviluppo territoriale e non un fenomeno estemporaneo fatto solo di fiere, educational, comunicazione.
Un turismo che cambia la geografia dello sviluppo locale a partire dalla mappatura delle esperienze vissute dai turisti sui territori per poi impostare dei sistemi di governance innovativi. Il passaggio dalle “attrazioni” alle “esperienze” implica sempre di più un lavoro in tre direzioni nelle destinazioni.
Progettare insfrastrutture in maniera innovativa e adeguata i territori per le nuove discipline ed esperienze che si vivono.
Emozionare: è importante spostare l’attenzione dalle molteplici attività che vengono svolte verso le emozioni che si possono creare.
E infine sviluppare competenze negli operatori che da “fornitori di servizi” o “gestori di attrazioni” diventano imprenditori in una relazione evoluta con il mercato e con gli altri stakeholder.